Innovazione digitale per la crescita del Paese

Si è svolta ieri a Roma presso il MIUR l’assemblea di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici dedicata al ruolo dell’innovazione digitale per la crescita del paese, alla luce della nuova edizione del rapporto “Servizi e infrastrutture per l’Innovazione digitale del Paese”, aggiornato a fine 2011.

NeuNet era lì in quanto membro della piattaforma italiana Future Internet.

Sono state presentate best practices territoriali (tra le quali le esperienze di Veneto Digitale e EIT ICT Labs Trento), mentre Luca Paolazzi, Direttore del Centro Studi di Confindustria, ha presentato un’analisi comparata lucida e documentata della situazione economica e delle prospettive di cambiamento dell’Italia.

Riporto per punti gli elementi principali dell’analisi di Paolazzi:

  • La crescita economica è cambiamento
  • La crescita è pervasiva, influenzabile, ma ineludibile (o la si governa o la si subisce)
  • L’Italia è affetta da “lenta crescita”, per un virus contratto già negli anni ’60, ma i sintomi sono stati mascherati fino agli anni 90 da svalutazione, deficit pubblico e inflazione. L’Italia si è avvicinata a UE e stati uniti fino agli anni 90, poi si è riallontanata.
  • Le riforme sono il mezzo del cambiamento, ma le lunghe battaglie ideologiche creano disorientamento, incertezza, scetticismo e inefficacia. Esistono esempi di riforme che hanno ribaltato tendenze negative: germania, brasile, svezia, …
  • Regole empiriche per le riforme: approfittare delle crisi (“Le crisi rendono politicamente inevitabile quello che sembrava politicamente impossibile” Milton Friedman), comunicare frutti delle riforme e costi dello status quo, fare riforme tutte insieme (big bang) anzichè un po’ alla volta (nessun gruppo di interesse privilegiato, difficle tornare indietro, sinergie tra le riforme simultanee), evitare di tornare indietro e mantenere coerenza (le pressioni internazioanli aiutano), mantenere la maggioranza coesa, garantire continuità nel tempo, fare leggi incisive sui comportamenti, pensare al risanamento macroeconomico come prima riforma
  • La crisi attuale non è grave come quella del ’29, ma in Italia è peggiore di quella del ’29.
  • L’Italia è a un bivio. Secondo simulazioni ottimistiche: il mantenimento dello status quo porterebbe ad una crescita annuale del PIL dello 0.7% fino al 2030, contro una crescita del 2.2% ottenibile con riforme adeguate. In assoluto, 2.700 Euro pro-capite (status quo) contro 11.500 (cambiamento) nel 2030, al netto di tutte le condizioni al contorno.
  • Leve: conoscenza, concorrenza, partecipazione al lavoro.
  • Anomalie da risolvere: società micro-corporativa, frammentazione partitica, apparato pubblico deteriorato, cultura anti-meritocratica
  • Camabiamenti necessari: riforma elettorale per creare maggioranze coese (modello alla francese), norme parlamentari anti trasformismo, efficacia azione di governo, fiducia costruttiva, semplificazione
  • Nelle persone l’Italia è già cambiata